Genitori danno consigli tecnici cosa fare | Sportclub
Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2026
Quando i genitori danno consigli tecnici cosa fare diventa una domanda che ogni allenatore e dirigente si pone almeno una volta a stagione. Il ragazzo esce dal campo o dalla vasca, e prima ancora di arrivare in spogliatoio riceve indicazioni diverse da quelle che hai appena dato tu. Non è cattiveria, non è sfida: è un automatismo che crea confusione e mina il lavoro educativo della società.
Questo articolo fornisce strumenti pratici per prevenire il problema, ridurre le interferenze e proporre ai genitori alternative costruttive al feedback tecnico.
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Perché i genitori danno consigli tecnici e cosa succede al ragazzo
Le ricerche sul coinvolgimento genitoriale nello sport giovanile mostrano che quando i confini tra ruolo educativo e ruolo tecnico non sono chiari, aumentano tensioni e interferenze. Il genitore vive l’esperienza sportiva del figlio con intensità emotiva, spesso senza consapevolezza degli effetti che certi comportamenti producono.
Quando un ragazzo riceve doppie indicazioni genitori allenatore, si trova davanti a un dilemma:
- Seguire l’allenatore significa contraddire il genitore
- Seguire il genitore significa ignorare chi lo sta formando tecnicamente
- Non seguire nessuno significa bloccarsi o smettere di ascoltare entrambi
Il risultato più comune non è la crescita tecnica, ma l’ansia da prestazione, la confusione e la perdita di fiducia verso chi dovrebbe guidarlo.
Cosa spinge un genitore a dare indicazioni tecniche
Nella maggior parte dei casi, il genitore non vuole sostituirsi all’allenatore. Interviene perché:
- Vuole aiutare il figlio subito, senza aspettare
- Non sa come sostenere in altro modo
- Ha competenze sportive e pensa di poterle trasmettere
- Vive il risultato come una questione personale
- Non ha ricevuto indicazioni chiare su cosa può o non può fare
Studi sul rapporto tra allenatori e famiglie evidenziano che i tecnici vorrebbero genitori capaci di trasmettere valori e comportamenti nelle situazioni giuste, e soprattutto di supportare lo sviluppo delle abilità sociali e relazionali utili alla partecipazione in squadra.
Cinque motivi per cui conviene evitare i doppi comandi tecnici
Anche quando il genitore ha esperienza sportiva, l’intervento tecnico a caldo crea più danni che benefici. Ecco perché:
1. Confonde il ragazzo e rallenta l’apprendimento
Il ragazzo non sa a chi dare retta. Se l’allenatore chiede una cosa e il genitore ne chiede un’altra, il cervello si blocca invece di imparare. L’apprendimento motorio ha bisogno di coerenza e ripetizione, non di messaggi contrastanti.
2. Mina l’autorevolezza dell’allenatore
Quando un genitore corregge tecnicamente il figlio davanti agli altri, il messaggio implicito è: quello che ti ha detto l’allenatore non basta. Anche se non è l’intenzione, il risultato è che il ragazzo perde fiducia nella guida tecnica della società.
3. Aumenta la pressione emotiva sul ragazzo
Il ragazzo percepisce che deve accontentare due figure diverse, spesso con aspettative diverse. Questo non lo fa migliorare: lo fa chiudere. La prestazione peggiora, l’ansia sale, il divertimento sparisce.
4. Crea tensioni nello staff e nella società
Gli altri genitori osservano. Se uno interviene tecnicamente senza conseguenze, altri iniziano a farlo. In poco tempo la linea educativa della società diventa confusa, le chat si riempiono di discussioni tecniche, e lo staff perde il controllo del progetto.
5. Impedisce al ragazzo di sviluppare autonomia
Se ogni volta che sbaglia riceve subito una correzione dal genitore, non impara a riflettere sull’errore, a chiedere aiuto all’allenatore, a cercare soluzioni. Perde l’occasione di crescere come persona, non solo come atleta.
Cosa dire ai genitori dopo la gara: la regola delle 24 ore
Uno degli strumenti più efficaci per ridurre le interferenze tecniche è la regola 24 ore post partita. Si tratta di una linea condivisa che molte società adottano per proteggere il ragazzo dal carico emotivo immediato e dare spazio alla riflessione.
Come funziona la regola delle 24 ore
Dopo una gara, una competizione o un allenamento importante, il genitore non commenta la prestazione tecnica per almeno 24 ore. Non corregge, non analizza, non valuta. Lascia che il ragazzo metabolizzi l’esperienza, ne parli eventualmente con l’allenatore, e torni a casa senza il peso del giudizio.
Questa regola non significa ignorare il figlio. Significa scegliere con cura cosa dire, per non sovraccaricare un momento già intenso dal punto di vista emotivo.
Vantaggi per la società e per il ragazzo
- Il ragazzo ha tempo per elaborare l’esperienza senza pressioni
- L’allenatore mantiene il ruolo di riferimento tecnico
- Il genitore evita di dire cose a caldo che potrebbero ferire
- Si riduce il rischio di tensioni tra famiglia e società
La regola delle 24 ore va comunicata in modo chiaro nella riunione di inizio stagione, spiegando il perché e fornendo alternative concrete su cosa dire invece.
Frasi alternative ai consigli tecnici: cosa può dire un genitore
Se un genitore non deve dare indicazioni tecniche, cosa può dire per sostenere il figlio? Servono frasi alternative ai consigli tecnici che valorizzino l’impegno, l’atteggiamento e la crescita personale, senza entrare nel merito della prestazione.
Ecco una tabella con 10 sostituzioni pratiche, utilizzabili in qualsiasi sport:
| Invece di dire (feedback tecnico) | Prova a dire (feedback su impegno e atteggiamento) |
|---|---|
| Dovevi fare diversamente quel movimento | Ho visto che ci hai messo tanta energia |
| Non hai fatto quello che ti ha detto l’allenatore | Come ti sei sentito oggi? |
| Devi stare più attento in quella fase | Ti ho visto concentrato, bravo |
| Hai sbagliato troppo | Hai dato il massimo, si vede |
| Devi ascoltare di più l’allenatore | Sei stato un bel compagno di squadra oggi |
| Non hai fatto quello che ti avevo detto io | Mi è piaciuto come hai aiutato gli altri |
| Devi migliorare quel gesto | Hai affrontato bene una situazione difficile |
| La prossima volta fai così | Cosa ti ha detto l’allenatore? Ti è stato utile? |
| Non sei stato abbastanza veloce/preciso | Ti sei divertito oggi? |
| Hai perso perché non hai fatto bene quella cosa | Sono fiero di come hai reagito |
Queste frasi spostano l’attenzione dal risultato tecnico alla dimensione educativa e relazionale, che è quella su cui il genitore può davvero fare la differenza.
Come evitare interferenze tecniche genitori: regole chiare per la società
Prevenire i doppi comandi non è questione di fortuna, ma di organizzazione e comunicazione. Serve una linea comune che tutto lo staff condivide e che viene comunicata alle famiglie fin dal primo giorno.
Schema pratico per la società
Ecco i passaggi operativi per costruire regole chiare e ridurre le interferenze:
- Riunione di inizio stagione obbligatoria per i genitori
Presenta il progetto tecnico, i valori educativi, e spiega il ruolo del genitore. Introduci la regola delle 24 ore e le frasi alternative. Non dare per scontato che i genitori sappiano già come comportarsi. - Documento scritto con le regole condivise
Anche un foglio semplice, consegnato e firmato, aiuta a fissare i confini. Include: chi dà le indicazioni tecniche, cosa può fare il genitore, cosa succede in caso di interferenze ripetute. - Colloqui individuali a metà stagione
Non aspettare che esploda un problema. Fissa un momento per parlare con ogni famiglia, ascoltare dubbi e riallineare le aspettative. - Gestione delle chat di squadra
Le chat sono spesso il luogo dove nascono discussioni tecniche. Stabilisci una regola: le chat servono per organizzazione, non per commentare prestazioni o scelte tecniche. Se serve confronto, si fa di persona con l’allenatore. - Formazione continua per lo staff
Anche gli allenatori devono sapere come rispondere a un genitore che interferisce, come condurre un colloquio difficile, come mantenere autorevolezza senza alzare muri.
Cosa fare quando un genitore continua a dare indicazioni tecniche
Se nonostante le regole un genitore continua a intervenire tecnicamente, serve un colloquio privato e diretto. Non in chat, non davanti ad altri. Ecco uno schema di confronto:
- Descrivi il comportamento osservato senza giudicare la persona
- Spiega l’effetto che quel comportamento ha sul ragazzo e sulla squadra
- Richiama la regola condivisa a inizio anno
- Offri alternative concrete (le frasi della tabella, la regola delle 24 ore)
- Chiedi al genitore cosa può fare diversamente
- Fissa un prossimo momento di confronto per verificare il cambiamento
Se il comportamento persiste e mina il lavoro educativo, la società ha il diritto di intervenire, fino alla sospensione della presenza del genitore agli allenamenti o alle gare, se previsto dal regolamento interno.
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Cosa emerge dalla ricerca sul ruolo educativo dei genitori nello sport
Le ricerche sul coinvolgimento genitoriale nello sport giovanile evidenziano alcune dinamiche ricorrenti che ogni società sportiva dovrebbe conoscere:
- I tecnici vorrebbero genitori capaci di trasmettere valori e comportamenti, non indicazioni tecniche. Il ruolo educativo del genitore è fondamentale per lo sviluppo delle abilità sociali e relazionali, utili alla partecipazione in squadra e alla collaborazione con i compagni.
- Quando i confini tra ruolo tecnico e ruolo genitoriale non sono definiti, aumentano tensioni e incomprensioni. La chiarezza organizzativa protegge sia il ragazzo che la relazione tra famiglia e società.
- I genitori con competenze sportive tendono a intervenire di più, ma questo non sempre aiuta il figlio. Anzi, può aumentare la pressione percepita e ridurre l’autonomia decisionale del ragazzo.
- Le società che investono in comunicazione chiara e formazione delle famiglie riducono gli abbandoni e migliorano il clima interno. Non basta avere buoni allenatori: serve un progetto condiviso con le famiglie.
Implicazioni pratiche per la società:
- Definire regole scritte e condivise fin dall’inizio
- Formare i genitori su come sostenere il figlio senza interferire tecnicamente
- Creare momenti di confronto strutturati (riunioni, colloqui, incontri formativi)
- Valorizzare il ruolo educativo del genitore, senza confonderlo con quello tecnico
Domande frequenti
Cosa fare se un genitore dà consigli tecnici diversi dall’allenatore?
Organizza un colloquio privato. Spiega l’effetto delle doppie indicazioni sul ragazzo, richiama le regole condivise a inizio anno, e proponi alternative concrete come le frasi sulla tabella. Se il comportamento continua, la società può intervenire con misure più decise previste dal regolamento interno.
Come spiegare ai genitori che non devono commentare la prestazione subito dopo la gara?
Introduce la regola delle 24 ore nella riunione di inizio stagione. Spiega che il ragazzo ha bisogno di tempo per elaborare l’esperienza, e che il commento tecnico a caldo aumenta la pressione senza aiutare l’apprendimento. Fornisci frasi alternative da usare al posto del feedback tecnico.
Quali frasi può usare un genitore per sostenere il figlio senza dare indicazioni tecniche?
Frasi che valorizzano impegno, atteggiamento e crescita personale. Esempi: “Ho visto che ci hai messo tanta energia”, “Come ti sei sentito oggi?”, “Sei stato un bel compagno di squadra”, “Ti sei divertito?”. Evita correzioni tecniche e commenti sul risultato.
La regola delle 24 ore vale anche per gli allenamenti?
Dipende dalla società. Molte la applicano solo alle gare, altre la estendono agli allenamenti più intensi o alle situazioni in cui il ragazzo è particolarmente sotto pressione. L’importante è che la regola sia chiara, condivisa e applicata con coerenza.
Cosa fare se un genitore con esperienza sportiva vuole dare una mano tecnicamente?
Valuta se può entrare nello staff in modo formale, con un ruolo definito e coordinato dall’allenatore responsabile. Se non è possibile, spiega che il contributo più utile è sostenere il figlio sul piano educativo e relazionale, non tecnico. Proponi di partecipare a incontri formativi o riunioni di staff, se la società lo prevede.
Bibliografia e riferimenti
- Costa, S., & Bounous, M. (2024). La genitorialità nello sport: visioni a confronto tra allenatori di sport di squadra e individuali. Psicologia dello Sport e dell’Esercizio, 1.
- Costa, S., Ruscasso, L., & Peretto, A. (2025). Il ruolo del genitore nello sport: confronto tra calcio e tennis. PSE Psicologia dello Sport e dell’Esercizio, 2.
